Una donna di circa 65 anni, che prima del ricovero non aveva particolari patologie e non svolgeva terapie farmacologiche continuative, è stata ricoverata per rettocolite ulcerosa, una malattia infiammatoria dell’intestino. Dopo un intervento chirurgico, le sue condizioni hanno iniziato a peggiorare.
Nei giorni successivi sono comparsi febbre persistente, con temperature fino a 39-40°C, e valori del sangue alterati, che hanno richiesto anche trasfusioni. Gli esami necessari per capire la causa del peggioramento, però, sono stati eseguiti solo in un secondo momento.
Gli accertamenti hanno poi rilevato un’infezione contratta durante il ricovero. Secondo la valutazione medico-legale, il ritardo nell’eseguire gli esami e nell’individuare l’infezione ha avuto un ruolo nel peggioramento delle condizioni e nel decesso della paziente.
Per i familiari era importante capire cosa fosse successo e se il percorso di cura fosse stato gestito in modo adeguato.
Le principali criticità
● Infezione contratta durante il ricovero ospedaliero
● Febbre molto alta e altri segnali di peggioramento ignorati per diversi giorni
● Esami di approfondimento eseguiti in ritardo
● Ritardo nell’individuare l’infezione con un ruolo nel peggioramento e nel decesso, secondo la valutazione medico-legale
Quando i familiari si sono rivolti a Tutela+, nel dicembre 2022, non avevano ancora le cartelle cliniche necessarie per capire con precisione cosa fosse accaduto durante il ricovero.
Abbiamo prima recuperato le cartelle cliniche e raccolto la documentazione sanitaria. Il caso è stato poi sottoposto a una valutazione medico-legale, cioè all’analisi di un medico specialista che verifica se nel percorso di cura ci siano state criticità e se queste abbiano contribuito al danno.
Incrociando la documentazione e il parere medico, è stato possibile ricostruire i tempi del ricovero, l’andamento dei sintomi, gli esami eseguiti e il ritardo con cui è stata individuata l’infezione.
Su questa base, Tutela+ ha presentato e seguito la richiesta di risarcimento per conto dei familiari, senza avviare una causa in tribunale.
La pratica si è conclusa nel 2025 con un risarcimento complessivo di 225.000 € in favore dei familiari della paziente.
Cosa insegna questo caso
Quando le condizioni di una persona peggiorano durante un ricovero, il tempo può fare la differenza.
Febbre alta persistente, esami con valori anomali e altri segnali di peggioramento richiedono controlli adeguati e tempestivi. Se una famiglia ha dubbi su come è stato gestito un ricovero, il primo passo è ricostruire i fatti: recuperare le cartelle cliniche, farle valutare da specialisti e capire se eventuali ritardi o altre criticità abbiano contribuito al danno. Tutela+ può aiutare in questo percorso, coordinando la raccolta dei documenti, le valutazioni tecniche e, quando ci sono i presupposti, la richiesta di risarcimento.
Risultati tangibili ottenuti